Intelligenza artificiale in Italia

Intelligenza artificiale in Italia

L’Italia è in ritardo nella gestione dell’intelligenza artificiale. Non si colgono le opportunità che questa nuova tecnologia offre alle aziende ed ai lavoratori. Solo il 10% delle imprese la utilizza e le imprese non trovano le competenze digitali nel mercato del lavoro nel 40% dei casi.

L’intelligenza artificiale in Italia spesso si è ridotta al dibattito tra rischi e minacce e opportunità , ma c’è ben altro su cui riflettere. Serve un investimento per alfabetizzare le persone all’uso corretto dell’intelligenza artificiale, paese Italia deve essere competitivo.

Inoltre esiste un pericoloso ritardo sulla competenza imprenditoriale, non esistono scuole, modelli per la formazione di nuovi imprenditori o di aggiornamento permanente.

La strategia italiana

AGID e Governo hanno prodotto un documento che in 10 punti qualifica le aree di attenzione e le azioni da intraprendere a supporto di ricerca scientifica, pubblica amministrazione, imprese, formazione e infrastrutture, oltre a disposizioni per attuazione, coordinamento e monitoraggio della strategia stessa per il periodo 2024-2026.

Questo per rendere competitivo il sistema Italia creando un ecosistema favorevole all’innovazione tecnologica delle PMI.

Questa vale ovviamente per l’intelligenza artificiale, nuova sfida per i mercati globali e anche nel contesto scolastico ed universitario.

In particolare gli ambiti di interesse sono

  • ricerca
  • pubblica amministrazione
  • imprese
  • formazione
  • infrastrutture

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Il divario digitale

In Italia, il divario digitale rappresenta una sfida significativa. Le disparità territoriali e di accesso alle tecnologie dell’IA sono evidenti:

  • Aree rurali e periferiche soffrono di infrastrutture digitali inadeguate, con connessioni internet lente o assenti.
  • Fasce di popolazione fragili, come anziani, persone con disabilità e cittadini con basso reddito, sono spesso escluse dalla partecipazione digitale.
  • Competenze digitali carenti limitano l’utilizzo di internet e delle tecnologie avanzate da parte di una parte della popolazione.

Il divario digitale rischia di esacerbare le disuguaglianze esistenti e di ostacolare lo sviluppo economico e sociale del Paese.

Per colmare questo divario, sono necessari interventi mirati:

  • Investimenti in infrastrutture digitali per garantire una copertura internet veloce e stabile su tutto il territorio nazionale.
  • Politiche di inclusione digitale per favorire l’accesso alle tecnologie da parte di tutti i cittadini.
  • Programmi di formazione per educare la popolazione alle competenze digitali necessarie.

Ridurre il divario digitale è un obiettivo fondamentale per l’Italia per costruire un futuro più inclusivo e competitivo.

Altri dati interessanti

  • Il divario digitale in Italia è peggiore rispetto ad altri paesi europei.
  • Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina risorse per la digitalizzazione del Paese, ma la loro efficacia è incerta.
  • La società civile e le imprese possono giocare un ruolo importante nel colmare il divario digitale.

Il portale nazionale

E un punto di riferimento per lo sviluppo dell’IA in Italia, lo trovi a questo link https://www.intelligenzaartificialeitalia.net/

Il portale ha diverse funzioni:

  • Fornire informazioni e risorse sull’IA a cittadini, imprese, ricercatori e policy maker.
  • Promuovere la cultura dell’IA e sensibilizzare il pubblico sulle sue potenzialità.
  • Facilitare la collaborazione tra gli stakeholder del settore pubblico e privato.
  • Diffondere le migliori pratiche e gli esempi di successo di utilizzo dell’IA.
  • Sostenere la crescita del mercato italiano dell’IA.

Alcune risorse offerte:

  • News e aggiornamenti sugli ultimi sviluppi in materia di IA.
  • Pubblicazioni e report di esperti e organizzazioni internazionali.
  • Eventi e iniziative dedicate all’IA.
  • Un elenco di centri di ricerca, università e aziende che operano nel campo dell’IA.
  • Strumenti e servizi per aiutare le imprese a utilizzare l’IA.

Il portale nazionale italiano dell’intelligenza artificiale è uno strumento utile per chiunque voglia rimanere aggiornato sull’IA e capire come questa tecnologia può essere utilizzata per migliorare la nostra vita.

Statistiche e dati aggiornati

Di seguito alcuni dati aggiornati sull’intelligenza artificiale in Italia e nel mondo

Dimensione del mercato:

  • Il mercato globale dell’IA valeva 327,5 miliardi di dollari nel 2021 e si stima che raggiungerà i 1.596,1 miliardi di dollari entro il 2030 con un CAGR del 38,1%.
  • In Italia, il mercato dell’IA valeva 4,4 miliardi di dollari nel 2021 e si stima che raggiungerà i 18,4 miliardi di dollari entro il 2030 con un CAGR del 32,4%.
  • Il 75% delle aziende italiane ha già adottato l’IA in qualche modo. (https://www.osservatori.net/it/ricerche/osservatori-attivi/artificial-intelligence)
  • Mancanza di competenze (47%) e costi elevati (43%) sono le principali barriere all’adozione dell’IA.
  • L’IA potrebbe contribuire al PIL italiano per 232 miliardi di dollari entro il 2030. (https://www.pwc.com/)
  • L’IA potrebbe creare 97 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo entro il 2025. (https://www.weforum.org/)
  • Il 65% degli italiani è preoccupato per l’utilizzo dell’IA da parte delle aziende.
  • La mancanza di trasparenza e il bias algoritmico sono le principali preoccupazioni etiche legate all’IA.

Intelligenza artificiale e mercato del lavoro

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro in Italia, come nel resto del mondo. Nuove professionalità emergono, mentre altre rischiano di scomparire. È fondamentale quindi anticipare il cambiamento e preparare la forza lavoro alle nuove sfide.

Da un lato, l’IA automatizza compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto, liberando i lavoratori per attività più creative e strategiche. Dall’altro, crea nuove opportunità in campi come la data science, l’ingegneria informatica e l’analisi dei dati.

Per sfruttare al meglio le potenzialità dell’IA, è necessario investire nella formazione e nello sviluppo di competenze digitali. Bisogna inoltre creare un sistema di protezione sociale che accompagni i lavoratori nel processo di transizione.

Il governo italiano ha già adottato alcune misure in questo senso, come il Piano Nazionale per l’Intelligenza Artificiale e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare per rendere l’Italia un paese davvero competitivo nell’era dell’IA.

Le parti sociali, le imprese e le istituzioni devono collaborare per creare un ecosistema digitale inclusivo e sostenibile, che permetta all’Italia di cogliere appieno i benefici dell’IA e di affrontare le sfide del mercato del lavoro del futuro.

In questo contesto, il ruolo dell’istruzione e della formazione diventa fondamentale per preparare le nuove generazioni alle professioni del futuro. È necessario quindi rafforzare i percorsi di istruzione tecnica e scientifica, promuovere l’apprendimento permanente e sviluppare nuove competenze digitali.

In conclusione, l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per il mercato del lavoro italiano, ma richiede un impegno collettivo per accompagnare la transizione e massimizzare i benefici per tutti.

Applicazione concrete

L’intelligenza artificiale (IA) trova applicazioni in diversi settori in Italia, tra cui:

1. Industria:

  • Manutenzione predittiva: L’IA analizza i dati dei sensori per prevedere guasti e ottimizzare la manutenzione degli impianti.
  • Controllo qualità: L’IA ispeziona i prodotti per identificare difetti e migliorare la qualità.
  • Robotica collaborativa: Robot collaborativi aiutano i lavoratori in compiti ripetitivi o pericolosi.

2. Finanza:

  • Rilevamento di frodi: L’IA analizza le transazioni finanziarie per identificare frodi e anomalie.
  • Gestione del rischio: L’IA aiuta le banche a valutare il rischio di credito e a gestire i portafogli di investimento.
  • Consulenza finanziaria personalizzata: L’IA fornisce consulenza finanziaria personalizzata ai clienti.

3. Sanità:

  • Diagnosi assistita: L’IA aiuta i medici a diagnosticare le malattie analizzando immagini e dati clinici.
  • Sviluppo di nuovi farmaci: L’IA accelera lo sviluppo di nuovi farmaci e la scoperta di nuovi target terapeutici.
  • Chirurgia robotica: L’IA assiste i chirurghi in interventi complessi e delicati.

4. Pubblica amministrazione:

  • Erogazione di servizi online: L’IA automatizza l’erogazione di servizi online ai cittadini.
  • Analisi di dati per la sicurezza: L’IA analizza i dati per prevenire crimini e migliorare la sicurezza pubblica.
  • Sviluppo di smart city: L’IA aiuta a rendere le città più intelligenti e sostenibili.

Esempio di caso concreto:

TIM utilizza l’IA per migliorare l’esperienza dei clienti, ottimizzare la rete e accelerare l’innovazione.

  • Virtual Assistant: Un chatbot basato su IA fornisce assistenza ai clienti in tempo reale.
  • Analisi del traffico di rete: L’IA aiuta a ottimizzare la rete e a prevenire congestioni.
  • Sviluppo di nuovi prodotti e servizi: L’IA aiuta TIM a sviluppare nuovi prodotti e servizi personalizzati per i clienti.

Altri casi concreti:

  • Enel utilizza l’IA per la manutenzione predittiva degli impianti e per la gestione delle reti energetiche.
  • Intesa Sanpaolo utilizza l’IA per la rilevazione di frodi e per la gestione del rischio di credito.
  • Leonardo utilizza l’IA per lo sviluppo di sistemi di difesa e di sicurezza.

L’IA è una tecnologia promettente che può portare a benefici significativi per l’economia italiana.

È importante quindi continuare a investire in ricerca e sviluppo e a promuovere l’adozione dell’IA da parte delle aziende italiane.

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